Grande successo del Nikky Day.

24-07-2026 20:07 -

Ci sono persone che il tempo non riesce a portare via.

Passano gli anni. Tredici, per la precisione. Eppure ci sono nomi che continuano a vivere nel cuore di un'intera comunità.

Ieri abbiamo vissuto il Nikky Day, una giornata diversa dal solito. Abbiamo scelto di dedicarla ai bambini, con gonfiabili, giochi e l'animazione di Frappé, perché crediamo che il ricordo possa camminare anche attraverso la gioia.

Qualcuno potrebbe chiedersi: "Perché una festa per Nikky?"

Ed è proprio questa la risposta che volevamo cercare.

Perché un bambino, incuriosito da quel nome, potrebbe fare una semplice domanda: "Chi era Nikky?". E in quel momento un papà, una mamma, un nonno o un amico avrà l'occasione di raccontare la sua storia. Di spiegare chi era Nicola, il suo sorriso, la sua passione per lo sport e il vuoto che ha lasciato.

Così il ricordo continua a vivere. Non nella tristezza, ma nelle parole, nei racconti e nei sorrisi di una nuova generazione che, pur non avendolo conosciuto, potrà imparare a voler bene alla sua storia.

Un grazie di cuore all'Amministrazione Comunale di San Vito Lo Capo, che ancora una volta ha creduto in questa iniziativa e ci è stata accanto, permettendoci di regalare un pomeriggio speciale ai bambini e alle loro famiglie.

Grazie a Frappé Animazione, ai volontari, a tutti coloro che hanno collaborato e, soprattutto, a chi ha scelto di esserci.

Perché ricordare non significa restare fermi al passato.

Significa continuare a seminare ciò che una persona ci ha lasciato.

Grazie alla generosità di tutti i partecipanti, i fondi raccolti durante la serata saranno devoluti all'AIL, affinché il ricordo di Nikky possa trasformarsi in un gesto concreto di speranza e sostegno per chi ogni giorno affronta la leucemia e le malattie del sangue.

E se, anche solo per una sera, un bambino tornando a casa ha chiesto: "Mamma, papà... chi era Nikky?", allora abbiamo raggiunto il nostro obiettivo più grande.

Nikky continua a vivere nel ricordo di una comunità che, dopo tredici anni, non smette di pronunciare il suo nome con affetto.

Fonte: Ufficio Stampa